Oil

Ad un primi sguardo il lavoro “ OIL”, anche in virtù del titolo, induce ad una riflessione sul tema dell’ecologia, dove le immagini parlano di un grave malessere del mare e di una ancor più drammatica inconsapevolezza dei bagnanti che tranquillamente si divertono e svagano.
Oltre ciò, la costruzione delle immagini fotografiche di Canali, porta lo spettatore ad un’immersione nel mare totale, sia sensoriale che concettuale.
La descrizione dell’ambiente lascia campo all’espressione paradossale di alcuni elementi fra loro opposti: MARE-PETROLIO; FRESCHEZA-VISCOSITA’; DIVERTIMENTO-INSIDIA, a dire che il mare, nel momento in cui si trasforma, prende la parola e si esprime in modo nuovo.
Ogni metamorfosi porta con sé il seme di una possibile inconsueta “bellezza”.

Mario Albergati

oil

La vita viene dall’acqua
siamo creature venute dal mare
viviamo in terre emerse dalle acque

il mare nostrum, il mar mediterraneo, culla della civiltà,
è tra i mari più inquinati del mondo
le petroliere scaricano “normalmente” mezzo milione di tonnellate
di petrolio ogni anno solo per pulire le cisterne

sapere certe cose, ti permette di vederle

un mare di petrolio
quel giorno vedevo un mare di petrolio
e persone in allegria, felici di entrare in questo mare

ma scherzare con l’acqua,
o con la terra, o con l’aria,
è come scherzare col fuoco.

Leone Belotti


Glued to the window

Viaggio per lavoro e per diletto.
Riprendo attraverso una camera incollata al finestrino il percorso da A a B con un punto di vista inconsueto per il viaggiatore.
Registro anche i rumori, le voci e la musica all’interno dell’abitacolo.
Incollato al finestrino è un progetto in progress…speriamo di riprendere presto a viaggiare

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Fiori Recisi

Negli anni '90, presso il Centro Culturale San Bartolomeo, ho partecipato a una mostra dedicata alla ricerca sul cancro, organizzata per raccogliere fondi a sostegno di un'associazione.
Insieme a me esponeva Vania Russo, con un corpus di dipinti.

Per l'occasione ho realizzato un progetto site specific: fotografie stampate su plexiglass, sospese e retroilluminate come lastre radiografiche.
Ogni fotografia metteva in dialogo il fiore con la riproduzione di una lastra RX sullo sfondo, corredata da un'etichetta con i dati botanici e la data e l'ora esatte della recisione.

L'immagine del fiore — reciso, nel suo massimo splendore ma già in un processo di decadimento — viene osservata con lo stesso dispositivo visivo con cui si esamina un corpo malato, spesso inconsapevole.

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Mostrare tutto il tuo mondo in un istante… Questo è il mio lavoro, la mia sfida, la mia promessa. Fotografo, Filmaker, Storyteller

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